lunedì 29 ottobre 2018

Spettri

di Sandro D. Fossemò
     
                               

Un vampiro mascherato da impiegato
è volato  in  alto,
tra le luci e l'asfalto.
Voci registrate  ruotano sui simulacri,
imprigionate nei luminosi sepolcri.
Codici spettrali  e ignote ombre
vagano nelle digitali tombe.

Una zucca illumina il volto di un cyborg flemmatico;
non amo il sangue sintetico del corpo cibernetico.
Le fauci della megalopoli divorano scheletri di plastica.
Corvi impazziti rompono i vetri di una fabbrica. 
Torri di specchi sprofondano nello smog e nell'allucinazione,
dove le  mummie sono sepolte nella programmazione.

Sotto il bagliore infuocato di un lampione,
una pozzanghera specchia un clown cupo e maligno.
Tra le mani ha un grosso ragno,
che accarezza  senza attenzione.

Zombi scendono a frotte,
da cimiteri abbandonati di televisori rotti.
Le insegne rischiarano  la morte,
in quelle  maschere  cieche e luccicanti
che nella vetrina  attendono la mezzanotte...

L'urlo liberatorio di un tuono provoca un intervallo,
che frantuma il rigido  cielo  di metallo.
Cadono nel vuoto pezzi di  cristallo.

La danza delle streghe e il vino scaldano la notte.
Torce elettriche  illuminano  neri  mantelli e grotte. 
Morsi sul collo squarciano la finzione
e liberano la passione.
L'umida foschia avvolge una splendida follia
e da queste ombre non voglio scappare via.

I replicanti si  allontanano,
quando gli spettri dell'oltretomba  dominano.
L'oscurità vive nella propria luce,
perché Halloween è una magia che seduce!


 Poesia  gotica

Nessun commento:

Posta un commento