domenica 11 ottobre 2020

La Tomba

di Sandro D. Fossemò



Una mano scheletrica regge una lanterna, 
per diffondere un barlume tra le lapidi di notte,
in quel cimitero più nero della morte.
Sono stanco di  camminare  con il gelido chiarore notturno.

La pioggia ha un  segreto ritmo nel  tintinnio,
che risuona sulla strada con una piacevole  malinconia. 
Non hanno  luce  quegli  spettri...
che vagano in un'oscurità mai vista prima,
dove non brilla più  l'anima. 
Il sonno eterno  ci tiene in una gabbia.
La cosa  più  triste è che nessuno prova un po' di rabbia.

Se  vivessi con gente ricca di bontà del  cuore,
allora  potrei evitare tanto dolore.
Se rompessi un muro,
allora potrei evitare di tenere duro.
Se  avessi una candela per vedere il sorriso di un angelo,
allora  potrei  evitare il gelo.
 
Quando un lumino accende una tomba,
si dissolve nel vento la mia ombra.
La fiamma  purifica l'aria funebre
e mi brucia dentro,
in quel magico calore che scioglie il tempo.



Poesia  gotica
                                   

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